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Erich Mühsam – Di poesia, musica e anarchia

admin 3 marzo 2015 Letteratura, Musica Nessun commento
Erich

Cani Bastardi…, la prima volta che ho letto questo blog, ho pensato immediatamente al titolo dell’album di una delle mie band preferite, la Banda Bassotti con il loro album “Vecchi cani bastardi”, dove credo il “vecchi” stia per come loro si considerano. Ognuno ha la sua idea di vecchio, figurativamente parlando se io adesso vi dico albero ad ognuno di voi viene in mente il suo albero, ecco, così funziona anche con la parola vecchio, ognuno ha il suo vecchio di fronte agli occhi. A cavallo tra il 2010 e il 2011, la mia idea di vecchio è cambiata radicalmente, quando ho conosciuto Leonhard Schafer. Tutto si può dire, ma non di certo vecchio. Lui ha scritto la biografia di un noto anarchico di fine 800 primi 900, Erich Mühsam. Un grande lavoro di ricerca e studio ha generato un paio di libri dove oltre che parlare appunto della vita di Erich, si raccolgono molte delle poesie che scrisse. Io mi imbattei in “Il poeta Anarchico”, un libricino che in qualche maniera ha cambiato le avventure musicali dei miei ultimi 5 anni.

Io suono in una band dal 2006, i CAUSA, e dopo aver parlato di questo libro alla band, decidemmo di utilizzare una di queste poesie per farne un brano: “Pellegrino”. Vuoi per la natura libertaria del testo, vuoi per la grande maestria di traduzione in italiano da parte di Leonhard, diventò in poco tempo una delle nostre più amate e simboliche canzoni. Per combinazioni che ad oggi ancora non snodo, Leonhard sentì la nostra canzone. Ci conoscemmo ed insieme da allora facciamo insieme alcuni spettacoli di musica/teatro.

Nel Novembre del 2014 mi sono deciso a riprendere in mano quel libricino tanto amato, e cercando tra le varie poesie quelle più musicabili, ho fatto un piccolo album acustico con cinque delle sue poesie più belle. Erich ha avuto una vita particolarmente intensa, durante tutta la sua esistenza non ha mai smesso un attimo di scrivere; canzoni, poesie, articoli, libri.

Ma concentriamoci sulle cinque poesie che ho preso, che sono: “Nella Cunetta”, “Quando calpesto il suolo raggelato”, “Il rivoluzionario”, “Pellegrino” e “Il prigioniero”.

Ora, cerchiamo di capire che si tratta di brani tradotti, e che la lingua originale è il tedesco. Nonostante ciò, ho riscontrato, paragonando testo originale e testo tradotto, una incredibile similitudine metrica. Erich scrive testi che parlano delle sue esperienze e della lotta attiva politico antagonista, con punte di satira.

“Nella cunetta” parla di un periodo della sua vita in cui si è ritrovato clochard, è molto forte l’approccio alla situazione, infatti, ci si sente seduti accanto a lui mentre elemosina, la rabbia e lo sconforto che portano sino ai bisogni più animali dell’uomo.

“Quando calpesto il suolo raggelato”, profondo bisogno di amore, si…infatti di li a poco conoscerà quella che sarà poi sua moglie, Zenzl. In questo periodo il poeta, comparando gli orrori della società con le tenebre e gli elementi naturali sfavorevoli, trova solo nell’unione con un altra persona la gioia.

“Il rivoluzionario” è il brano più satirico, infatti, parla della storia di un dipendente statale, il lustra lampioni, rappresentato come un falso rivoluzionario. In effetti quando si ha un posto fisso e stipendio sicuro, la rivoluzione si dice, non si fa.

“Pellegrino”, forse la poesia più sincera. Il poeta come un pellegrino verso una meta, tanto voluta che dentro se, inizia a balenare l’idea che non ci sia. Il momento più alto è sulle parole “sfugge dal risveglio a cui agogna”, il timore che a destinazione non ci sia ciò che si aspettava lo fa tormentare nel dubbio. Si cela nei versi anche lo strano rapporto che può aver avuto con Dio.

“Il prigioniero” ha al suo interno il motto di Erich: PIEGARSI VUOL DIRE MENTIRE.Mai nelle prigioni in cui fu rinchiuso cedette a false confessioni o a vili infamie, mai una volta si zittì nonostante le percosse.

Ho cercato di mettere le canzoni in ordine cronologico di stesura anche sul disco, in modo da poter raccontare la storia tutta d’un fiato.

 

Cesare Callà

 

Bibliografia:
Leonhard Schafer – “Erich Mühsam, il poeta anarchico

Leonhard Schafer – “Erich Mühsam, c’era una volta un rivoluzionario

 

Collegamenti:

Erich Mühsam, di poesia musica e anarchia” di Cesare Callà

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