canibastardi.it

Fabio Genovesi al Festival della Lettura – di Elena Battaglia

admin 1 dicembre 2013 Eventi, Letteratura Nessun commento

09 novembre 2013 , Castelfranco di Sotto

“Tutti primi sul traguardo del mio cuore” è il libro che Fabio Genovesi, giovane autore di Forte dei Marmi, ci presenta durante l’ultimo appuntamento del Festival della Lettura di Castelfranco di Sotto, con cui si conclude per quest’anno il ciclo di incontri. Nel testo Genovesi racconta la sua esperienza di cronista del Giro d’Italia, in qualità di inviato del Corriere della Sera. Gli articoli, pubblicati sul quotidiano alla fine di ogni tappa, sono confluiti nel libro in forma narrativa, raccogliendo attraverso il filtro degli occhi dell’autore la competizione agonistica ma anche le emozioni dell’evento.
“Il titolo – ci dice Genovesi – prende spunto da una frase di Alfonso Gatto (“Tutti primi al traguardo del mio cuore”), l’inviato del 1947, che ha seguito il Giro pur non sapendo nemmeno andare in bici. Ho deciso di scegliere un richiamo forte per far capire come dietro queste pagine si nasconda un contenuto importante”. È con ironia, semplicità e immediatezza che lo scrittore ci allieta, raccontando aneddoti e curiosità legate alla propria esperienza personale di giornalista  e di giovane appassionato di ciclismo: scopriamo che “La matematica non è un’opinione” quando tutti i calcoli che davano Wiggins per vincitore si disintegrano nel nulla a seguito di una sua rovinosa caduta, in una giornata più piovosa del previsto, e ci immedesimiamo con Fabio quando descrive il “Giro d’altri tempi” che prende vita durante il “Nebbione”, un’intensa foschia che sopprime per una giornata intera la diretta televisiva. Sono “tutti primi”, nel racconto di Genovesi, perché anche chi conquista la “maglia nera”, come il velocista colombiano Edwin Avila, porta a casa una piccola vittoria, riuscendo a terminare la corsa contro ogni pronostico.
“La narrativa nasce dal tentativo di fornire una spiegazione a ciò che non si sa. – spiega Fabio – Ha la stessa funzione che avevano i miti per gli antichi, ed è per questo che raccontare in provincia è più facile che fare la stessa cosa in città”. Le città, infatti, sono come grossi contenitori in cui gli abitanti si omologano gli uni agli altri e finiscono per mostrare al mondo la stessa faccia. In provincia, al contrario, si apre accanto alla tangibile possibilità di fallire quella di fare qualcosa di speciale, mettendo a frutto le scarse occasioni che si offrono. “È per questo che nascono le storie: se il mare fosse pieno di balene bianche Moby Dick non sarebbe mai esistita – e insiste – La vergogna della propria realtà è la cosa più provinciale che ci sia”. Fabio, infatti, è molto legato alla realtà territoriale e lo rivendica con orgoglio nei suoi precedenti romanzi (di cui ricordiamo “Esche vive”, “Versilia rock city” e “Morte dei marmi”) in cui ci parla dei luoghi più vicini al suo vissuto personale: Forte dei Marmi, la città di Pontedera o la stessa Castelfranco, definita “una delle capitali del rock” dallo zio Aldo, ex musicista che adorava recarsi al locale “La Sirenetta” per suonare e “fare a botte” con gli amici.

Elena Battaglia

———

Il Circolo Culturale Fotografico La Fototeca, in occasione dell’incontro con Fabio Genovesi, hanno realizzato una mostra fotografica dal titolo FORTEDEIMARMI, ispirata la libro “Morte dei Marmi” di Fabio.

Like this Article? Share it!

About The Author

Leave A Response