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Francesca Woodman ai tempi dei social network

Andrea Lippi 9 gennaio 2013 Fotografia Nessun commento

La Woodman e’ oggi e lo e’ stata molto anche nel passato, uno dei principali artisti che hanno stimolato la creativita’ di fotografi di entrambe i sessi. La sua vita, breve ed affascinante, ha lasciato un segno forte negli addetti ai lavori e non, ed in questi ultimi anni, grazie ai social network e al dilagarsi dell “autoscatto”, la sua influenza si e’ fatta ancora piu’ forte, anche inconsapevolmente, tra la gente.
Il parallelo Woodman-Social mi piace, ritrae il nostro tempo, ma per capire perche’ di questa analogia dobbiamo ripercorrere la breve vita della fotografa.
Francesca Woodman nasce a Denver il 3 aprile 1958 e cresce in na famiglia di artisti, pittore l padre e ceramista la madre. Sia per motivi di lavoro che di svago la famiglia si trasferisce spesso a Firenze dove Francesca trascorre molte vacanze estive e frequenta anche il secondo anno di scuola elementare. A Firenze impara a suonare il pianoforte e a 13 anni sviluppa le sue prime fotografie. Tra il ’75 e il ’79 frequenta la Rhode Island School of Design dove conosce Man Ray e apprezza soprattuto le opere di Duane Michals, importante e ancora tra noi, fotografo statunitense, che a mio avviso influenzera’ molto i lavori della Woodman. Nel 1981 pubblica la sua prima ed unica raccolta di fotografie dal titolo “Some Disordered Interior Geometries” (Alcune disordinate geometrie interiori), in cui la vedevano ritratta all interno delle sue stesse fotografie, spesso con l aiuto e la presenza di una sua amica. Nelle foto la Woodman attiva una relazione tra se stessa e l ambiente che occupa, o semplicemente usa il corpo come “paesaggio metafisico”, usandone parti, figure intere, zone scoperte e non. Le foto nascono come  immagini astratte, nebulose, nella mente dell artista che solo successivamente le trasfroma in composizione fotografica.
Il 19 gennaio 1981 Francesca Woodman muore, all eta’ di 22 anni, gettandosi da una torre di New York.
Questo gesto, per altro annunciato piu’ volte in alcune sue affermazioni o scritti, la rendera’ immortale.
Autoritrarsi in fotografia e’ oggi, uno dei principali metodi di comunicazione che molte persone adottano sui social network: si distende il braccio verso l alto, si ruota la fotocamera, si fa un sorriso o una faccia divertente e si scatta una foto da postare su qualche canale web. Da soli o in compagnia, in maniera semplice o con coreografie piu’ o meno articolate, l autoritratto racconta a gli altri noi stessi, come siamo fisicamente, come vestiamo o come abbiamo i capelli e trucco, e come esterniamo la nostra simpatia, la nostra virilita’, la nostra fierezza.
L autoritratto, proprio perche’ realizzato da soli, grazie soltanto all estensione del nostro braccio, e’ spesso forma e sostanza della societa’ che i social rappresentano: contatto umano ridotto, forme comunicative basate sull apparire.
Esserci, farne parte, ma farci spiare dal buco della serratura.
Quello che invece attrae dalla foto della Woodman e’ la forza con la quale il suo corpo irrompe nello spazio fisico in cui viene ritratto, la potenza dei suoi gesti, dei suoi occhi e della composizione che la sua presenza innesca con il luogo.
Gallery fotografica da Artsblog.it:

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Fotografia-dipendente,docente ai corsi di fotografia, scrive per i Cani soprattutto...manco a dirlo...di Fotografia.

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