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Franco Bolelli – Storia di un amicizia

roberto.banchini 17 dicembre 2012 Letteratura Nessun commento

“Storia di un amicizia”

Anno del signore 1996

Erano Storie di vino, musica  candele e sciamani quelle che succedevano dalle mie parti nell’anno del signore 1996 con quel magico personaggio dell’underground santacrocese che scrive qui sopra  conosciuto come Paul Eno Vincenti, insieme a lui e altri compagni di crimini avevamo un gruppo Psycorock che cercava di esplorare territori ancora sconosciuti nelle composizioni e in questo ci facevamo aiutare da Dio Bacco, dalle  mistiche luci delle candele e dai riti sciamani del deserto del New Mexico.

Ma un bel giorno Paul Eno arriva con un rivista sotto il braccio e me la sbattè in faccia.

Era il primo numero del rifondato Re Nudo, dentro al quale vi era Starship la meravigliosa nave spaziale e psichedelica, creata e gestita da dei nuovi generi umani che definire evoluti è un eufemismo .

Il primo articolo di Starship era di Franco Bolelli, nel quale parlava di due libri, “Sacred Hoops” del maestro coachzen  di basket NBA Phil Jackson, e” Bad As I Wanna Be” di quel pazzo fantastico multicolorato player NBA Dennis Rodman, ambedue pedine fondamentali nei mitici e vincenti Chicago Bulls dell’era Air Jordan.

Avete presente prendere un pugno in faccia da Ali e un calcio nelle palle da Bruce Lee, rinforzate da una schiacciata in testa di Jordan e di un assolo di Hendrix sparato nei vostri orecchi … Ecco quello che successe a me quel giorno, credetemi non avevo mai letto una scrittura che mi apriva mondi sconosciuti e vitali come quella di                                       Bolelli.

La sua scrittura era così intensa, innovativa, potente e supersonica che sembrava parlasse di Dio che scende sulla  terra, perché Franco, anche se scrivesse di una foglia cadente dal ramo di un albero, la farebbe diventare interessante e importante per le nostre vite come l’ossigeno che respiriamo.

Da quel momento in poi andai a cercare ogni pubblicazione e libro che avesse scritto Franco, e le sorprese non finivano mai, un nuovo modo di parlare di filosofia, letteratura, cinema, musica, basket, tao, nuova economia, psichedelia, investì il mio mondo come un uragano, e io ero come un disperso da giorni nel deserto, che trova un’oasi ricca di acqua pura e fresca da bere.

Bolelli è l’essenza della filosofia moderna, il filosofo che tutti vorremmo avere come padre (a proposito, non finirò mai di dire a suo figlio  Daniele, che enorme culo ha avuto a nascere da un padre e una madre così, Gloria Mattioni…) quello che  rappresenta al meglio i nostri tempi, dove a ogni domanda c’è risposta, una risposta che tutti forse avremmo nelle nostre menti, ma che rimane nascosta dietro non so a quali paraventi del pensiero dualistico. Ma Franco non si ferma al pensiero critico del buono, cattivo; brutto, bello; sinistra, destra; ci regala sempre una terza possibilità ( a volte anche la quarta e la quinta…), che  poi se riflettiamo bene, è sempre la più eccitante e brillante, quella per far sì che le nostre vite non siano piatte e noiose come vorrebbero molti nostri professori, ecumenici, politici, dirigenti, ma anche giornalisti, musicisti e scrittori dei nostri tempi.

Luglio 2009

Facendo un salto temporale dal 1996  fino al 2009, il mondo è molto cambiato e anche la mia vita. Non ci sono più le candele, ma la musica e il vino ci sono sempre, ed anche un altro figlio … Il pc ha preso anche più parte della mia vita, e poi  Facebook, nel quale mi iscrissi per gioco, e anche perchè mio figlio Davide era lì.

La prima cosa che mi venne in mente di provare con Facebook, fu di vedere chi tra i miei scrittori e musicisti preferiti fosse nel calderone, di quelli che avevo vicino non me fregava un bel niente, avrei preferito incontrarli per strada o a casa mia, ed ancora oggi la penso così …

Uno dei primi nomi che digitai fu  proprio quello di Franco Bolelli,  gli chiesi amicizia pensando però col cavolo che mi concede l’amicizia, ed invece  poco dopo  vidi la parola magica ”Franco Bolelli ha accettato la tua richiesta di amicizia”, ehi, allora Bolelli esiste … non è solo una magica fila di parole messe insieme, un esercito di intelligenza messo su dei libri che tengo gelosamente sullo scaffale della mia libreria.

Il primo messaggio che gli mandai ricordo ancora, fu un augurio di buon compleanno condito da un video dei Grateful Dead; con grande mia sorpresa, mi rispose e mi ringraziò sia per gli auguri e per il video, e devo dire che in quel momento ringraziai Mark Zuckerberg di esistere.

Da lì in poi cominciammo a scambiarci idee (più che altro lui le dà a me…) consigli, su musica, sport, letteratura e un mucchio di altre cose, e il bello è che Franco quando fa un post  sulla sua bacheca di Facebook, non è che butta lì la cosa e poi lascia che gli altri leggano e commentino (come fanno tanti altri personaggi di fama, che lasciatemelo dire non legano neanche le scarpe a Franco), ma lui interloquisce si incazza gioisce con i suoi amici di Facebook, uno spettacolo.

Visto la disponibilità di Franco, mi dissi, ora  gliela  sparo grossa e gli propongo di venire qui a Castelfranco a fare una conferenza, e lui tranquillamente mi disse che sarebbe venuto più che volentieri, e se non ci avessero concesso un locale comunale, la mia cucina poteva andare benissimo!

Ma allora Dio esiste!

Nel tempo che intercorse per organizzare l’incontro, a Franco e famiglia successero degli avvenimenti molto forti che in qualche modo ci legarono ancor di più; nel 2010 usci Viva Tutto scritto con Jovanotti, e suo figlio Daniele fece uscire Igod il suo secondo libro in italiano a fine maggio 2011.

A giugno 2011 Daniele ritornò dagli Usa per una breve vacanza assieme a sua figlia Isabella detta la “Piccola dea “, e con Franco e Manuela, la bellissima moglie di Franco, passarono qualche giorno al mare.

Daniele mi scrisse una mail  che mi fece un enorme piacere, voleva farsi due sbicchierate con me di buon Chianti, quindi io e tutta la mia tribù ci spostammo per una giornata in Liguria che per tutta la mia vita ricorderò sempre.

L’incontro della famiglia Bolelli con la famiglia Banchini al di la dei libri della filosofia della musica e di tutte le cose che ci accomunano, fu proprio un incontro di vecchi amici, che siedono a un tavolo a parlare del più e del meno davanti a un bicchiere di vino, come si conoscessero da una vita. L’umanità e la generosità  dei Bolelli supera la comprensione … giuro.

Da Sestri Levante arriviamo al 22 ottobre 2011, giorno della ormai mitica – per chi ha partecipato – conferenza di Franco Bolelli qui a Castelfranco di Sotto.

Franco parlò iniziando  da Viva Tutto fino a Nietzsche, da Facebook a Steve Jobs, passando ovviamente dal basket e dalla musica, fino a parlare delle nuove generazioni evolute in questo nuovo mondo connesso e globale, creando interrogativi e domande e anche dei pareri contrastanti, ma non è facile per molti sintonizzarsi su delle onde che vanno molto in alto, e fanno il surf con un energia mai vista da queste parti, il “Point Break” non è per tutti …

Vorrei precisare una cosa: Franco è venuto qua da noi, non per soldi , anche perché gli è stato rimborsato solo il biglietto del treno, ma perchè in primo luogo  aveva fatto una promessa a me, in secondo luogo perchè Franco ama parlare alla gente e vi posso dire che –  era la prima volta che lo vedevo dal vivo “on the court” a fare una conferenza – mi ha impressionato per come si muove gesticola e usa le parole come leve. Uno “Speech” di Bolelli prima che mentale è una cosa fisica, credetemi alla fine si esce dal campo come dopo aver fatto un buon allenamento; l’energia che trasmette si riversa e nutre i nostri neuroni, ma allena anche i nostri muscoli, e sembra di danzare insieme a lui.

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