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“Infinito” di Ludovico Varchi Lotito

admin 13 maggio 2013 Infiniti Nessun commento
Ludovico Varchi Lotito: voglio scrivere qualcosa su questo nuovo arrivo nel serraglio.
l’aggettivo “bastardo”gli si addice perfettamente,perchè mi piace pensare che ogni sua vita sia una razza diversa….e lui di vite ne ha vissute parecchie!
Italiano di nascita,colombiano di formazione,adesso vive nella Perfida Albione,dove tenta di dispensare un pò del suo sapere ai giovani sudditi.
Siamo amici da oltre un quarto di secolo,in questi anni mi sono ritrovato spesso a condividere con il soggetto cibo,vino,birre e in maniera proporzionale,opinioni,pensieri,punti di vista…
Vi assicuro che è un impresa strappargli un discorso banale!Non parla di cose,ma della sostanza delle stesse.
Gustatevi questo lavoro,in attesa che si decida a scrivere un romanzo sulla propria vita.
Penso e spero che sentiremo parlare di lui.
Un cordiale ringhio.
Fulvio  Rosselli

L’Infinito dal Punto di Vista di un Satellite Artificiale

C’è un buio infinito dietro di me.

Mi avete assemblato per essere

riempito con tutte le ultime

tecnologie. Mi avete fornito

di un DNA elettronico. 

Ma non mi avete mai chiesto

se volevo passare la mia

vita informatica inchiodato

al gelido buio spaziale.

Con l’approssimarsi della maturità

ho capito quanto piccoli voi 

umani, voi miei creatori,

siate. Vi credevo immortali,

vi temevo come voi temete

Dio ma invecchiando ho

imparato ad amarvi 

perché siete finiti a differenza

di quell’infinito vuoto che mi soffia sulla carcassa.

Siete rinchiusi dentro la circonferenza

di quel bellissimo drappo azzurro

gonfio di venti e mari, 

tronfio e splendido, inciso

dalle vostre conquiste inflitte

sopra la sua crosta di terra

liquida che splende

sfidante contro l’oscura volta 

dell’immensità,

ed io cinto da antenne

e pieno di circuiti faccio

da collante comunicativo

e vi offro immagini 

di guerre, morti, rivoluzioni,

di paura che circola

dentro le vostre vene e

vi rende tenui,baluginanti e fragili,

come questa scatola 

metallica che sfida

la gravità della Terra.

Da qui intuisco la bellezza che trasuda

emorragie di rosso sui vostri tramonti

ed erutta il fluido azzurro 

amniotico al mattino,abitanti del pianeta,

ma non l’ho mai veramente vista perché

sono cresciuto guatando il continuo buio stellare dell’infinito.

Anche se la scansione dei giorni e dei mesi

non ha senso per me, so che comunque 

la morte si avvicina, la corda del boia

fatta di tempeste magnetiche solari,

mi strozzerà, e verrò attratto dalla

Terra, esploderò, mi fonderò finalmente

con il mondo e dolce sarà la fine 

lontano dall’infinito che mi ha visto vivere in siderale solitudine

 Lodovico Varchi Lotito

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