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Kit di sopravvivenza n. 2

lorenzo.mei 12 novembre 2013 Kit di sopravvivenza Nessun commento

Mi accingo a preparare questo secondo kit nella nottata di lunedì 11 novembre 2013. Fuori da queste quattro mura il vento si traveste da Bora, facendo volare per tutto il vicinato i sacchi celesti della raccolta differenziata. I gatti scappano con la polvere negli occhi da una parte all’altra del parcheggio, chiedendosi chi abbia lasciato aperta per sbaglio la porta dell’universo. Giusto ieri aspettavamo che un satellite ci precipitasse sulla testa, e non ho ancora capito se alla fine è caduto in mare o ha beccato un campesino di cui a nessuno frega nulla. Come se non bastasse, proprio oggi, nel primo giorno di freddo, la mia caldaia ha deciso di andare in blocco mentre mi accingevo a entrare sotto la doccia (fredda). Insomma, a me come a tutti voi, serve materiale di salvataggio con cui sopravvivere.

Dischi - Jonathan Wilson, “Fanfare”; Lou Reed, “Coney Island Baby”. Ne leggerete (o ne avrete già lette) di tutti i colori su “Fanfare”. Retromania, imitazione, plagio, clone. La scala della denigrazione si può declinare a piacimento degli sputasentenze. La verità è che il seguito di “Gentle Spirit” è effettivamente pieno zeppo di citazioni, di rimandi, di somiglianze, di omaggi. Se cercate l’originalità assoluta, cambiate strada (ma non saprei davvero dove indirizzarvi nel 2013), se invece avete voglia di ascoltare un gran lavoro che, oltre a farvi pensare ai Pink Floyd, a Bob Dylan, a Tom Petty, a Bill Fay, a Neil Young e a molti altri, mette in fila una serie di ottime canzoni scritte da Jonathan Wilson (più una cover), non esitate e procedete all’acquisto, magari previa assaggio sul web, su Sportify o su qualunque diavoleria moderna utilizziate. Lou Reed se n’è andato, come sapete, e sua moglie Laurie Anderson qualche giorno dopo ci ha lasciato una lettera (qui il link) talmente bella da restare senza fiato. Scelgo di mettere nel kit questo disco, splendido eppure un po’ sottovalutato, pieno di grandi pezzi (“Crazy feeling”, “Charley’s girl”, “She’s my best friend”, la stessa title track per citarne qualcuna) e scritto da un Reed in stato di grazia. Il mio preferito insieme a “Transformer” e “New York”.

Libro - Joe R. Lansdale, “Una stagione Selvaggia” (Einaudi). Se avete bisogno di quattro braccia che dissodino il terreno su cui piantare rose, potete senz’altro rivolgervi a Hap Collins e Leonard Pine, gli strampalati personaggi inventati da Lansdale per la sua saga lunga e fortunata. Ma i due vi faranno ancora più comodo se incidentalmente vi capiterà di cacciarvi in un guaio, in una di quelle avventure in cui gli schiaffi (e non solo) volano come fringuelli e in cui il vostro savoir-faire e la capacità di argomentazione logica non fanno presa sull’interlocutore. Magari a casa vostra non capita tutti i giorni , ma nel Texas Orientale parrebbe di sì. In questa prima storia, Hap, ex idealista hippy, bianco ed eterosessuale e Leonard, burbero, nero e nerboruto omosessuale, vengono coinvolti in uno strano affare: il tentativo di recuperare un bottino dal fondo di una palude. Inutile dire che tra personaggi deformi e donne manipolatrici, ai due toccherà menare le mani e inventarsi di tutto per uscirne con tutte le ossa al loro posto.


Dvd -
“La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Ho visto questo film poche settimane fa, in un cinema di seconda visione. Non  mi aspettavo molto, perché più persone me ne avevano parlato malino, invece sono uscito dalla sala convinto ancora una volta che Sorrentino è capace di disegnare personaggi straordinari come  Jep Gambardella, cucito a misura di Toni Servillo, che varrebbe da solo l’acquisto o il noleggio del dvd. Il film è un affresco ancora umido di Roma, bellissima e allo stesso tempo devastata dalla maleducazione, dalla cialtroneria, dall’affarismo, dalla corruzione morale, dalle piccoli e grande debolezze degli uomini che la vivono di giorno e, soprattutto di notte. Raccontato così, lo ammetto, si capisce poco, e allora mi limito a dirvi che vedrete una Sabrina Ferilli che recita improbabilmente nella parte di una giovane donna, Carlo Verdone che fa il solito sfigato nevrotico depresso, e Serena Grandi che si cala nel ruolo di un’ex attrice deturpata dal tempo e dalla sfortuna, ormai ridotta a una maschera. Insomma, fa se stessa.

Mercatini - Fiera del vinile, cd e dvd, 17 novembre, Prato.  Dopo una lunga estate di attesa, torno nella mia arena, nel mio ambiente naturale, un luogo in cui povere anime disperate sono disposte a pagare un biglietto d’ingresso per entrare in un palasport dove poi si comprano i dischi, ripagando. Come spesso accade, non ho una lista già pronta di obiettivi: la condizione peggiore in assoluto per affrontare certe avventure. Le regole sono sempre le stesse: tempi contingentati (tre ore), ispezione del portafoglio prima della partenza e limitatore di banconote (solitamente è un’assicurazione automatica gentilmente offerta da una cosa chiamata vita), massima attenzione nel non ricomprare dischi che già ho a casa e di cui mi sono dimenticato (il rischio aumenta progressivamente nel tempo). Detto questo, di solito ho abbastanza calma e il braccio sufficientemente corto per fare buoni affari. Non sono un collezionista, non mi interessano prime stampe o special edition. Guardo i solchi in controluce, e se non ci sono graffi, va bene tutto. E’ il classico “basta che respirino” traslato nel mondo dei dischi.

Lorenzo Mei

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