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L’america sui binari: la fotografia dei grandi spazi fino alla Mammouth Camera

Andrea Lippi 22 giugno 2015 America, Fotografia Nessun commento
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La Storia della Fotografia in America non l’ha fatta solo Ansel Adams, il gruppo F64, la Straight Photography ecc ecc, ma anche tanti autori più o meno conosciuti che sono corsi dietro, è proprio il caso di dirlo, alle rivoluzioni che l’uomo stava mettendo in pratica proprio negli anni di nascita e crescita della fotografia.

Pensando al periodo della rivoluzione industriale, dell’acciaio e dei grandi cambiamenti, collego immediatamente insieme la fotografia alla storia di molti nuovi fotografi che hanno fatto molte miglia per documentare quello che stava accadendo intorno a loro e di come gli spazi stavano cambiando. Sto parlando della costruzione delle grandi ferrovie americane di fine ‘800 inizi ‘900 e di un gruppo di fotografi, piuttosto coraggiosi e tecnicamente preparati, che ci hanno lasciato alcune immagini spettacolari, alcune delle quali oggi ci fa anche sorridere.

In un tempo in qui la fotografia era “documentazione”, oppure “fedele ritratto della realtà”, non dobbiamo cercare in queste immagini poesia ed estetica, ma il valore del tempo impresso in esse.
Questo gruppo di fotografi sono in realtà esploratori ed al tempo stesso inventori e ingegneri, sono sognatori e uomini con un grande senso di adattamento, motivati dalla coscienza che stavano realizzando qualcosa di eccezionale, non solo perché la fotografia si stava affermando come “la scoperta del secolo”, ma perché davanti ai loro occhi di uomini, ancor prima che di fotografi, il mondo stava cambiando.
Gli altri uomini, quelli che lavoravano di muscoli e saggezza nel costruire, stavano collegando l’America, gli Stati Uniti d’America, da nord a sud e da est ad ovest, traversina dopo traversina, ponte dopo ponte, con davanti e dietro praterie sterminate, montagne dai versanti ripidi, fiumi e laghi lungo quel serpente di ferro che iniziava a prendere il nome di “ferrovia”.
Dietro questi uomini, per intenderci quelli con le mani sporche ed i corpi sudati, quelli che si muovevano nel fango e nella fatica, c’erano alcuni fotografi che nel silenzio di uno scatto, con bauli, contenitori per obiettivi, lastre e liquidi chimici, documentavano questa “rete”, in trama e ordito sporca di ferro e legno, intessuta nel sudore e dall’ambizione.

 

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AJ Russell – Citadel Rock – 1868

 

 

Andrew J. Russell, classe 1829 nasce nel New Hampshire a Walpole e presto si fa notare in famiglia, per le sue doti grafiche, realizzando ritratti e paesaggi. Ma è durante la guerra civile che realizza uno dei suoi primi importanti lavori, andando a creare un diorama per la recluta dei soldati. Nel 1862 sarà lui stesso a unirsi volontario e un anno dopo inizierà il suo interessamento alla fotografia, facendosi insegnare dal fotografo Egbert Guy Fowx il procedimento di stampa al collodio. I primi passi in ambito fotografico si susseguono nei mesi successivi con gli scatti al reggimento volontario, fino a diventare uno dei fotografi militari a seguito delle truppe insieme a Fowx, suo insegnante.

 

Union Pacific Railroad 1868 - A.J.Russell

Union Pacific Railroad 1868 – A.J.Russell

Ma Russell è sicuramente conosciuto per la foto alla costruzione della ferrovia “Union Pacific Railroad”, infatti nell’inverno del 1868 pubblica “The great west illustrated” un album di 50 fotografie che documenta la costruzione della ferrovia dal Wyoming a Utah. L’anno successivo viaggia in California per fotografare la “Central Pacific Railroad”. Più giovane di lui William Henry Jackson
classe 1843 molto conosciuto per esser stato un importantissimo fotografo di guerra nonché un profondo conoscitore dell’america dell’ovest. Anche a Jackson viene commissionato nel 1869 un lavoro di documentazione fotografica con carattere promozionale, durante la realizzazione della Union Pacific Railroad. Il suo lavoro gli dona la fama anche di fotografo di paesaggio, infatti saranno molti gli incarichi come fotografo naturalista negli anni successivi.

 

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Dale Creek bridge – W.H.Jackson

 

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Ma la storia di una grande opera, come quella della costruzione della ferrovia Pacific Union non si ferma soltanto ai fotografi a seguito delle lunghe carovane di operai, mezzi e materiali, ma è fatta, come in questo caso, anche di molto ingegno, perché la fotografia, non ci dobbiamo dimenticare, che era appena agli inizi della sua breve vita, e quindi richiedeva anche fasi di ideazione e progettazione di vere e proprie macchine fotografiche capaci di ritrarre questi importanti cambiamenti.
La storia della costruzione della ferrovia Pacific Union, incontra un personaggio: J.A.Anderson, un fabbricante di apparecchiature fotografiche, che nel 1885 realizza il suo primo apparecchio fotografico, ovvero una fotocamera in legno di grande formato, costruita in otto versioni. Anderson sarà però conosciuto in tutto il mondo a partire da un anno, il 1990, quando George R.Lawrence viene incaricato di fotografare “il più bel treno del mondo” realizzato dalla Chicago&Alton Railway. Il convoglio aveva una lunghezza di 2483 metri e Lawrence propone di realizzare più scatti da montare successivamente insieme, come una panoramica. Il direttore della compagnia ferroviaria però non è d’accordo perché si immagina di ottenere una foto di scarso risultato estetico e chiede a Lawrence di studiare una soluzione che preveda, in un unico scatto, di ritrattare tutto il convoglio. Il fotografo, convinto che sia impossibile realizzare una foto unica del treno, decide di rifiutare il lavoro, ma ci ripensa quando il direttore della compagnia gli offre tutto il supporto necessario per realizzare lo scatto.
Lawrence si rivolge percui a Anderson, chiedendogli di costruire per lui una macchina fotografica enorme capace di poter stampare a contatto (senza ingrandimento) una lastra molto grande, che alla fine avrà le dimensioni di 244×137 centimetri.

 

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La costruzione della macchina, in legno di ciliegio, richiedette circa 90 giorni di lavoro, aveva una dimensione di circa 6 metri (massima estensione), e per l’assemblaggio, Anderson impiegò 150 litri di colla, foderando l’interno con un tessuto nero. L’operatore doveva lavorare all’interno della macchina da presa, stendendo a mano l’emulsione sulla lastra. Il peso complessivo della macchina fotografica e la lastra era di circa 650 Kg e richiedeva l’uso di quindici operatori per lo spostamento e le operazione di puntamento e messa a fuoco. La Carl Zeiss, realizzò appositamente due obiettivi (3000mm e 1650mm) per la gigante macchina fotografica.

 

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“il più bel treno del mondo” – Chicago&Alton Railway

 

Il primo scatto con la cosiddetta Mammouth Camera, avviene nel 1901, con due minuti e mezzo di esposizione e quaranta litri di liquido rilevatore.
La foto fu esposta (e premiata) all’esposizione Universale di Parigi.

Mammoth Camera

Mammoth Camera

Tra tutte le foto, quella mai fatta, ma forse la più bella è quella che ritrae il viaggio, attraverso un Paese ed una società in rivoluzione, ed in tutto questo, tra tempi di scatto infiniti, litri di liquidi fotografici e qualche rogna, il fotografo raccontava l’America che si ri-trovava sui binari.

 

Per saperne di più:

New York Public Library – Digital Collection: The great west illustrated di A.J.Russell il libro di Russell completamente digitalizzato e sfogliabile on-line.

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Fotografia-dipendente,docente ai corsi di fotografia, scrive per i Cani soprattutto...manco a dirlo...di Fotografia.

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