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Photos that changed the world: la foto di Iwo Jima di Joe Rosenthal

Andrea Lippi 18 giugno 2013 Fotografia Nessun commento
rosen

26 Marzo 1945, Oceano Pacifico isola di Iwo Jima (isola dello zolfo) 1080 km a sud di Tokio, Giapponesi da una parte e Americani dall’altra, Tadamichi Kuribayashi per i nipponici e Holland M. Smith per i Marines. Dopo oltre un mese di dura battaglia l’America vince e va alla conquista di questo brandello di terra, segnato dalla presenza del temutissimo  (per gli americani) monte Suribachi, un’ottima postazione di controllo del mare che per giorni impegnarono navi da guerra, carri armati e divolerie da combattimento varie.

Monte Suribachi

Una volta che gli Americani presero il comando dell’isola, che era un’ottimo punto di controllo per i giapponesi su quell’area molto vasta dell’oceano Pacifico, fu ordinato ad un gruppo di soldati di andare ad issare sul monte Suribachi, una bandiera Americana, quale simbolo della vittoria.

Sei marines, Rene Gagnon, Michael Strank, Harlon Block, Ira Hayes, Franklin Sousley e John Bradley, presa la bandiera partirono per la vetta del monte ma non erano soli. Con loro Joe Rosenthal, classe 1911, di Washington D.C., figlio di immigrati russi, appassionato di fotografia dai tempi del college e presto collaboratore del Newspaper Enterprise Association a San Francisco prima e con il  San Francisco Examiner dopo.

la scala del Monte Suribachi per issare la bandiera a stelle e strisce


Allo scoppio della seconda guerra mondiale Joe fece domanda di adesione all’esercito americano come fotografo militare ma in un primo momento, la sua domanda venne respinta a causa della scarsa vista. Solo nel Marzo 1944 Joe viene inviato dalla Associated Press a corpire la guerra del Pacifico, inviando in patria i successi nelle invasioni di Guam, Nuova Guinea e Guadalcanal.

Joe Rosenthal a Iwo Jima

Nel marzo 1945 Joe si trovava sulla vetta del monte Suribachi con il gruppo di marines un’asta ed una bandiera da piantare a terra. Rosenthal aveva al collo una Speed Graphic, fotocamera di medio o grande formato, completamente manuale, a ottica intercambiabile, in grado di essere richiusa in scatole compatte e rigide, con un sistema a soffietto e un vetro a finitura opaca per la messa a fuoco, otturatore sul piano focale o centrale, mirino a telemetro e dorsi intercambiabili su cui si montano diversi tipi di pellicola, grazie a dorsi intercambiabili.

il fotografo Weegee e la sua speed graphic camera (la stessa camera di Joe)

E fu così che mentre i marines cercavano di infilare l’asta con la bandiera sul suolo di Iwo Jima, Joe, fatti tre passi indietro, immortalò quel momento, restituendo alla storia un istantanea di un momento fondamentale della seconda guerra mondiale, ed estremamente decisivo per la risoluzione della guerra. Quella foto fruttò a Joe il premio Pulizer sezione fotografia e più volte ha raccontato durante le interviste, quel momento “decisivo”.

Rosenthal non morì in guerra come alcuni dei sei marines che piantarono la bandiera, ma si spense molto più tardi a  Novato in California il 20 agosto 2006.

La foto di Joe fu utilizzata dal governo Americano per un nuovo “prestito di guerra”, i cosiddetti “war bond”. La foto infatti fece il giro dell’America insieme a tre dei sei marines richiamati in patria per pubblicizare l’emissione dei titoli di guerra.

il manifesto dei War bond

Dall’ immagine fotografica fu ricavato un monumento bronzeo in scala naturale, il Marine Corp War Memorial, collocato nei pressi del Cimitero nazionale di Arlington; il monumento è detto più semplicemente “Monumento di Iwo Jima”.

Monumento di Iwo Jima del Cimitero nazionale di Arlington

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Per chi volesse saperne di più sulla storia della fotografia e della battagli di Iwo Jima, Clint Eastwood ha girato due film capolavoro uno visto con gli occhi dei giapponesi e l’altro con gli occhi degli americani:

Flags of Our Fathers, 2006 scritto da William Broyles Jr e Paul Haggis, visto dalla parte Americana

Lettere da Iwo Jima (Letters from Iwo Jima), 2006 visto dalla parte Giapponese

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Fotografia-dipendente,docente ai corsi di fotografia, scrive per i Cani soprattutto...manco a dirlo...di Fotografia.

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