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RADIOHEAD, ALL I NEED

admin 20 giugno 2013 Musica Nessun commento

di Davide Banchini

 

Radiohead, definizione: sperimentazione, evoluzione, innovazione.

Queste le parole che probabilmente definiscono meglio il gruppo di Oxford.
Sì, perché i Radiohead sono una complessa ricetta in cui, assieme alla musica, vengono mixati ingredienti come atmosfere ricercate, profondità espressiva e genialità.

Sono una di quelle cose che ti aggrediscono direttamente il sistema nervoso. Come i lunghi capelli di un’affascinante ragazza allo Starbucks, come rincontrarsi con un/un’ amico/a, con l’amato/a dopo giorni, mesi, anni.

Approcciarsi ai Radiohead è proprio come fare un incontro inaspettato, che non avresti mai immaginato. Brevemente ti accorgi pero’, che questo, sarà uno di quegli eventi che ti porterai dietro per la tua intera esistenza.

Il mio personale incontro con la band avvenne un normalissimo giorno estivo, proprio qua, nella stanza in cui ora sto scrivendo. Improvvisamente mio babbo mi disse: “Davide ascolta questi…”. “…Please could you stop the noise, I’m trying to get some rest…” 

“… the fuck man?!?!? Cos’è questa meraviglia?!” (…intanto sullo schermo l’androide paranoico con il suo cappellino viola si arrampicava sul lampione…).

E mi spiegò.

I momenti successivi furono conditi da mancanza di fiato, palpitazioni, goosebumps e dai più classici degli “Oh, God!”.

Io, Thom e crew ci capimmo subito. Ma com’è possibile? Eppure questi parlavano una lingua tanto particolare.

Dicevamo? Amici ritrovati giusto? Ecco, appunto.

Per me entrare nel loro mondo è stato un “naturale sconvolgimento”: sentivo come se quel mondo l’avessi sempre vissuto, ma allo stesso tempo, nonostante lo percepissi pienamente mio, era qualcosa di impressionante, di meravigliosamente disorientante.

Sì, sembrerà un ossimoro, ma con i Radiohead non esistono ossimori, o forse, esistono solo quelli. Si deve sempre guardare all’insieme: a volte potrà parere impossibile dover avvicinare sentimenti, percezioni diametralmente opposti, ma è proprio quello che si deve fare. Per comprenderli ed apprezzarli bisogna accettare un grande mescolanza che accoglie in sé tutto, che dà vita a qualcosa di mai visto prima.

Questa è proprio la bellezza e la particolarità del gruppo: l’essere fuori da ogni schema, l’indipendenza da qualsiasi genere, la lontananza da qualsiasi modello prefissato, la ricerca per ciò che è dissonanza, irregolarità. Il connettere, il mettere insieme, l’unire una varietà e molteplicità di suoni e sensazioni provenienti da ogni parte della dimensione musicale, rendono i Radiohead impossibili da collocare in un ambito, se non in quello ampissimo della sperimentazione e dell’evoluzione.
Questo probabilmente è anche ciò che allontana alcuni dalla band inglese: se la nostra mente non è aperta alla novità, all’esplorazione più estesa, a qualcosa che raccoglie una quantità incredibile di diversità e che crea un mondo a sé, non saremo mai in grado di comprendere l’infinità bellezza e potenza di quel grande progetto chiamato Radiohead.

Semplicemente, everything in its right place

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